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SPECIALE VENERE
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Il fenomeno
Il prossimo 8 giugno 2004 dalle ore 7,20
alle ore 13,23 legali, si verificherà il transito del pianeta Venere
sul disco del Sole.
Il fenomeno, a differenza del transito
di Mercurio avvenuto lo scorso anno il 7 maggio, sarà visibile anche
ad occhio nudo, con la fondamentale precauzione di proteggere i nostri
occhi con un filtro solare o da saldatore n°14. Da bandire
assolutamente i CD-ROM, le pellicole o vetri anneriti, pena a lungo
andare, un danno alla retina provocato dai raggi infrarossi del Sole
non perfettamente schermati.
Il transito di Venere è un fenomeno astronomico abbastanza raro, che si verifica quando il pianeta, osservato dalla Terra, passa davanti al Sole coprendo una piccola parte del suo disco. Se guardassimo il sistema solare "dall'alto", sopra
il piano dell'orbita terrestre, vedremmo che Venere si frappone tra la
Terra e il Sole molto spesso, ogni 584 giorni (poco più di un anno e
mezzo); dato però che l'orbita del pianeta è inclinata di oltre 3
gradi rispetto a quella della Terra, non tutti questi allineamenti (il
cui termine tecnico è congiunzioni inferiori) producono un transito. I transiti di Venere si ripetono con regolarità, ma
il loro ciclo è abbastanza anomalo: se ne verificano 4 nell'arco di
243 anni, ma non tutti gli intervalli tra un transito e il successivo
hanno la stessa durata. Il primo transito di Venere della cui osservazione si
hanno testimonianze storiche è quello che si verificò nel 1639; tutti
i transiti successivi sono stati osservati con particolare attenzione
in quanto da misurazioni molto precise dei tempi del fenomeno è
possibile calcolare la distanza tra la Terra e il Sole, secondo un
metodo elaborato, tra gli altri, dal famoso astronomo inglese Edmund
Halley.
Come seguire il fenomeno in visuale
Chi ama seguire gli eventi astronomici
epocali con un’attrezzatura leggera, giustamente convinto che
un’eccessiva abbondanza di strumentazioni non permetta la fruizione
culturale del fenomeno, potrà servirsi di un piccolo telescopio od
anche di un semplice binocolo (anche di pochi ingrandimenti, al
limite un modello da teatro), i cui obiettivi saranno assolutamete
da schermare con filtri in vetro ottico o simili filtri in pellicole
particolari (vedi Fig.1), simili a quelle degli occhialini
utilizzati per osservare le eclissi di Sole, di cui abbiamo ricordo
del 1999.
In mancanza di questi si possono
usare, come detto prima e non ci stancheremo mai di
ripeterlo, filtri da saldatore n°14 reperibili nelle comuni
ferramenta.
L'obiettivo fondamentale è quello di riuscire ad osservare nel modo migliore le fasi salienti del fenomeno e cioè il contatto esterno (ore 7, minuti 19, secondi 55) che preannuncia l'ingresso del disco planetario su quello solare; il contatto interno (ore 7, minuti 39, secondi 20) quando il disco di Venere si distacca da bordo solare ed entra completamente sul Sole; la fase massima (ore 10, minuti 22, secondi 30) che è individuata come la minima distanza del disco planetario dal centro del Sole; il contatto interno in uscita (ore 13, minuti 04, secondi 10) del disco planetario sul bordo solare e il contatto esterno (ore 13, minuti 23, secondi 20) cioè l'ultimo lembo del disco di Venere sul Sole.
I tempi sopraindicati si riferiscono alla località di Castelnovo di
Sotto (RE) calcolati per la posizione geografica del locale Osservatorio
Astronomico P.A. Secchi, sede dell'A.R.A.
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