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SPECIALE VENERE
Il transito sul Sole del prossimo 8 Giugno 2004

(a cura di Alessandro Guatteri)
Il fenomeno
Il prossimo 8 giugno 2004 dalle ore 7,20 alle ore 13,23 legali, si verificherà il transito del pianeta Venere sul disco del Sole.
Il fenomeno, a differenza del transito di Mercurio avvenuto lo scorso anno il 7 maggio, sarà visibile anche ad occhio nudo, con la fondamentale precauzione di proteggere i nostri occhi con un filtro solare o da saldatore n°14. Da bandire assolutamente i CD-ROM, le pellicole o vetri anneriti, pena a lungo andare, un danno alla retina provocato dai raggi infrarossi del Sole non perfettamente schermati.

Il transito di Venere è un fenomeno astronomico abbastanza raro, che si verifica quando il pianeta, osservato dalla Terra, passa davanti al Sole coprendo una piccola parte del suo disco.

Se guardassimo il sistema solare "dall'alto", sopra il piano dell'orbita terrestre, vedremmo che Venere si frappone tra la Terra e il Sole molto spesso, ogni 584 giorni (poco più di un anno e mezzo); dato però che l'orbita del pianeta è inclinata di oltre 3 gradi rispetto a quella della Terra, non tutti questi allineamenti (il cui termine tecnico è congiunzioni inferiori) producono un transito.
L'inclinazione di 3 gradi, infatti, è pari a 6 volte la dimensione apparente del Sole; nella maggior parte delle congiunzioni inferiori, quindi, Venere passa al di sopra o al di sotto del disco del Sole e solo raramente passa esattamente davanti, producendo il fenomeno del transito.

I transiti di Venere si ripetono con regolarità, ma il loro ciclo è abbastanza anomalo: se ne verificano 4 nell'arco di 243 anni, ma non tutti gli intervalli tra un transito e il successivo hanno la stessa durata.
Si ha infatti una coppia di transiti intervallati da 8 anni (dopo il transito del 2004 il prossimo avverrà nel 2012), poi una pausa di 105,5 anni (ci sarà un altro transito nel 2117), poi di nuovo un intervallo più breve, di 8 anni (altro transito nel 2125) e poi una lunga pausa di 121,5 anni (altro transito nel 2247, il primo di nuovo visibile dall'Italia per l'intera sua durata); dopodiché il ciclo si ripete nuovamente.

Il primo transito di Venere della cui osservazione si hanno testimonianze storiche è quello che si verificò nel 1639; tutti i transiti successivi sono stati osservati con particolare attenzione in quanto da misurazioni molto precise dei tempi del fenomeno è possibile calcolare la distanza tra la Terra e il Sole, secondo un metodo elaborato, tra gli altri, dal famoso astronomo inglese Edmund Halley.
Halley morì diversi anni prima dei transiti del 1761 e 1769, in occasione dei quali furono organizzate molte spedizioni scientifiche i cui dati fornirono misure abbastanza accurate della distanza Terra-Sole; altre misurazioni vennero effettuate in occasione dei transiti del 1874 e 1882 (l'ultimo avvenuto).

 
 
Come seguire il fenomeno in visuale
 
Chi ama seguire gli eventi astronomici epocali con un’attrezzatura leggera, giustamente convinto che un’eccessiva abbondanza di strumentazioni non permetta la fruizione culturale del fenomeno, potrà servirsi di un piccolo telescopio od anche di un semplice binocolo (anche di pochi ingrandimenti, al limite un modello da teatro), i cui obiettivi saranno assolutamete da schermare con filtri in vetro ottico o simili filtri in pellicole particolari (vedi Fig.1), simili a quelle degli occhialini utilizzati per osservare le eclissi di Sole, di cui abbiamo ricordo del 1999.
In mancanza di questi si possono usare, come detto prima e non ci stancheremo mai di ripeterlo, filtri da saldatore n°14 reperibili nelle comuni ferramenta.

L'obiettivo fondamentale è quello di riuscire ad osservare nel modo migliore le fasi salienti del fenomeno e cioè il contatto esterno (ore 7, minuti 19, secondi 55) che preannuncia l'ingresso del disco planetario su quello solare; il contatto interno (ore 7, minuti 39, secondi 20) quando il disco di Venere si distacca da bordo solare ed entra completamente sul Sole; la fase massima (ore 10, minuti 22, secondi 30) che è individuata come la minima distanza del disco planetario dal centro del Sole; il contatto interno in uscita (ore 13, minuti 04, secondi 10) del disco planetario sul bordo solare e il contatto esterno (ore 13, minuti 23, secondi 20) cioè l'ultimo lembo del disco di Venere sul Sole.
I tempi sopraindicati si riferiscono alla località di Castelnovo di Sotto (RE) calcolati per la posizione geografica del locale Osservatorio Astronomico P.A. Secchi, sede dell'A.R.A.
 

Figura 1
Figura 2
 

 
L'immagine che troverete al sito: http://geomguatteri.interfree.it/big+mappa-sole%2007-05-2003%20%20transito.jpg riferita allo scorso transito di Mercurio, da un'idea di cosa si potrà osservare. L'unica differenza è quella di un disco planetario scuro molto più grande, circa 5 volte (vedi Fig.2) e quindi visibile ad occhi nudi protetti.
 
Ulteriori informazioni sull'entità del fenomeno ed i meccanismi celesti della sua realizzaione, potranno essere reperite alla seguente pagina http://www.astroara.org/meteo/report/mercurio200304.htm oppure presso l'Osservatorio Astronomico Padre Angelo Secchi di Castelnovo di Sotto, sede dell'Associazione Reggiana di Astronomia (A.R.A.) Tel.0522-485096, venerdì 4 giugno 2004.

 

 
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