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SPECIALE MERCURIO |
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Il fenomeno Il fenomeno che andremo a osservare appartiene più alla categoria degli eventi che fanno percepire, in tempi ragionevolmente brevi, la dinamicità dei corpi del Sistema Solare (come ad esempio la rotazione dei satelliti di Giove intorno al pianeta con le loro reciproche occulatzioni od eclissi) che a quelli di grande impatto estetico, che lasciano chiunque "a bocca aperta" (come può essere il passaggio di una brillante cometa o il verificarsi di un'eclisse totale di Sole). In poco più di 5 ore infatti vedremo transitare il piccolo disco nero del pianeta Mercurio (la faccia non illuminata rivolta verso la Terra) davanti all'immensa mole del Sole e di eventuali macchie solari Questo avviene poichè Mercurio, insieme a Venere, il cui transito potremo osservare nel 2004, orbitano tra noi e la nostra stella ed è curioso poichè, in queste occasioni, oltre a renderci conto di tutto ciò, possiamo osservare il pianeta più vicino al Sole con una certa comodità (anche se non ne vediamo la superfice). In altre condizioni, infatti, Mercurio è visibile con una certa difficoltà, nelle sue massime elongazioni dal Sole, al tramonto o al sorgere di quest'ultimo e solo per alcuni minuti. La geometria dell'evento In modo analogo a quanto avviene per le eclissi di Sole e Luna, se il piano orbitale di Mercurio coincidesse con quello dell'orbita terrestre (detto anche piano dell'eclittica), i transiti del piccolo pianeta interno si verificherebbero ad ogni congiunzione inferiore, ovvero ogni 115,88 giorni, che è il periodo sinodico tra i due pianeti. Ma poiché l'orbita di Mercurio è inclinata di circa 7°, il transito può verificarsi solo quando questi e la Terra vengono a trovarsi simultaneamente (o quasi) lungo l'intersezione dei due piani orbitali, ossia quando Mercurio è prossimo a uno dei suoi nodi orbitali (vedi Fig.1). Come seguire il fenomeno in visuale Occorrerà esclusivamente un piccolo telescopio od un binocolo molto potente, i cui obiettivi saranno assolutamete da schermare con filtri in vetro ottico o simili filtri in pellicole particolari, simili a quelle degli occhialini utilizzati per osservare le eclissi di Sole, di cui abbiamo ricordo del 1999. L'obiettivo fondamentale è quello di riuscire ad osservare nel modo migliore le fasi salienti del fenomeno e cioè il contatto esterno (ore 7, minuti 11, secondi 53) che preannuncia l'ingresso del disco planetario su quello solare; il contatto interno (ore 7, minuti 16, secondi 17) quando il disco di Mercurio si distacca da bordo solare ed entra completamente sul Sole; la fase massima (ore 9, minuti 52, secondi 40) che è individuata come la minima distanza del disco planetario dal centro del Sole; il contatto interno in uscita (ore 12, minuti 28, secondi 19) del disco planetario sul bordo solare e il contatto esterno (ore 12, minuti 32, secondi 43) cioè l'ultimo lembo del disco di Mercurio sul Sole. |
Immagine n. 1(ingrandimento foto circa 70 Kbyte)Immagine n. 2(ingrandimento foto circa 70 Kbyte)I tempi sopraindicati si riferiscono alla località di Castelnovo di Sotto (RE) calcolati per la posizione geografica del locale Osservatorio Astronomico P.A. Secchi, sede dell'A.R.A. |
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