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La grande nebulosa di Orione

(a cura di Marco Zoboli)
 
 
 
 
 
 
 
La grande nebulosa di Orione
(ingrandimento foto circa 230 Kbyte)
E' la più bella nebulosa ad emissione e a riflessione visibile nel cielo boreale. E' un oggetto che con cielo limpido diventa affascinante anche con diametri di soli 10 cm. 
Aumentando il diametro dai 20 ai 40 cm cresce progressivamente la visibilità dei delicati chiaroscuri delle sue strutture gassose e la visione d'insieme è veramente spettacolare. 
La nebulosità ha un colore generale verde-tenue, che diventa bianco azzurro nella zona del trapezio.
Le regioni visibili per riflessione sono costituite da idrogeno neutro (HI, il gas rappresenta il 99% della massa delle nubi) e polveri (che operano una efficace diffusione, diffondendo maggiormente la radiazione blu rispetto a quella rossa).
L'HI è rilevabile soltanto tramite osservazioni radio alla lunghezza d'onda di 21 cm. Le regioni ad emissione sono costituite da idrogeno ionizzato (HII) dall'emissione ultravioletta (fotoionizzazione che avviene a lunghezze d'onda inferiori a 912A) di stelle ad elevata temperatura.
Gli elettroni e i protoni in cui vengono scomposti gli atomi di idrogeno, ricombinandosi rispettivamente con altri nuclei o elettroni emettono fotoni che rendono luminoso il gas (fenomeno della fluorescenza).
La luce verdastra visibile nelle osservazioni al telescopio è dovuta alla particolare sensibilità dell'occhio alla radiazione emessa da una coppia di righe in emissione dell'ossigeno doppiamente ionizzato (OIII, 495.9 e 500.7 nm).
La riga H-alfa in emissione dell'idrogeno è quella che conferisce alle nebulose il loro caratteristico colore rosso visibile in fotografia.Le stelle eccitatrici (tipo O-B, 40.000-30.000 °K) sono state individuate nell'ammasso aperto di cui fa parte il Trapezio, composto da 4 stelle di sequenza principale di grande luminosità, immerse nel cuore della nebulosa (in un raggio di 5' ci sono circa 300 stelle più luminose della magnitudine 17).
L'età dell'ammasso, uno dei più giovani fra quelli conosciuti, con numerose stelle in formazione, è stimata in pochi milioni di anni (età che giustifica la presenza di stelle di tipo O e B ancora in sequenza principale).
  Le stelle del Trapezio si trovano nella regione più densa di tutta la nebulosa (regione visibile al telescopio); infatti nel raggio di 15 a.l. si contano circa 300 protostelle, di cui molte con relativi dischi di materia opaca (proplyd o protoplanetary disk) che, durante la fase di contrazione gravitazionale, emettono nell'infrarosso.
Sono state osservate numerose variabili del tipo T Tauri e a flare, con età di 100.000 - 1.000.000 di anni, identificate come astri ancora circondati dalla nebulosità iniziale e in fase di contrazione.
Le stelle principali dell'ammasso di cui fa parte il Trapezio sono responsabili di nuova formazione stellare.
L'insieme dei venti stellari spazza le regioni circostanti formando archi e inviluppi, favorendo la formazione di nuovi addensamenti di gas che, raggiunta una certa densità critica, inizieranno a contrarsi sotto la spinta gravitazionale (il collasso di una nube che genera una stella di tipo solare impiega circa un milione di anni, mentre occorrono altri centomila anni per l'accensione delle reazioni nucleari).
All'interno della nebulosa di Orione, oltre al trapezio, sono presenti altri sei piccoli ammassi di diametro inferiore ai 2 parsec, contenenti da 50 a 500 stelle.
La parte visibile della nebulosa è una frazione di una nube molecolare (le molecole più abbondanti sono H2, CO, H2O, CO2) estesa intorno e dietro all'area visibile, dove le densità variano da qualche centinaio a qualche migliaio di atomi per cm3 (la densità del gas interstellare ha un valore tipico che nei bracci a spirale è di 0,1-1 atomo per cm3, e aumenta fino a 50-300 volte ed oltre nelle nebulose, con un rapporto di 3 parti di H -10 atomi di H- ed 1 di He).
Pose a grande campo e lunga esposizione hanno evidenziato un vasto complesso nebuloso a forma di semicerchio chiamato "Anello di Barnard" che ingloba quasi totalmente la costellazione di Orione.
 
 

Bibliografia

Testi

Cotardiere P. "Dizionario di Astronomia" Roma, Gremese 1987
Hack M. "L'universo alle soglie del duemila" Milano, Rizzoli 1995
Rigutti M. "Cento miliardi di stelle" Firenze, Giunti 1995
Vanin G. "Osservatori pubblici" Padova, Biroma 1993
Vari Autori "Profondo Cielo" Galliera Veneta (PD), Biroma Editore 1995

CD-ROM

A.R.A. "Luci dall'Infinito"
   
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