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Il freddo precoce del Novembre 2005(a cura di Andrea Zamboni) |
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L'evento di freddo Novembrino come quello che dio seguito stiamo per raccontare, sarà di
certo annoverato negli annali come abbastanza raro. Il freddo a Novembre non è di per se una rarità, tuttavia una siffatta energia ed estensione dei fenomeni in fase tardo-autunnale non è cosa frequente e comune. Il periodo precedente agli ultimi dieci giorni di Novembre furono caratterizzati da un clima sostanzialmente mite. Poi, come negli ultimi anni non infrequentemente si manifestò nella fase finale dell'inverno, l'Anticiclone delle Azzorre, sino ad allora in disparte in pieno Atlantico, iniziò a spostare i suoi massimi sul Regno unito, mantenendo l'asse maggiore orientato sui meridiani. Questa spinta verso Nord e la concomitante presenza di un Anticiclone più ad Oriente sulla Russia Europea ed una depressione formatasi sull'alto Tirreno tra il 16 e 17 ed in rapida evoluzione verso Sud (tuttavia per la disposizione piuttosto meridiana delle correnti e grazie al baluardo alpino, vide il Nord in gran parte sottovento), incoraggiò la discesa di una profonda e gelida depressione artica (minime a 850 hPa inferiori a -12 °C), la quale interessò principalmente l'Europa orientale. Una volta che la colata artica fu ben sviluppata, ecco che la cellula di alta pressione presente sul Regno Unito ruotò rapidamente il suo asse maggiore verso oriente sino a sdraiarlo sui paralleli. Se da un lato ciò produsse un cut-off termico e barico della struttura depressionaria presente sull'Europa Orientale, dall'altro ne favorì la retrogradazione verso occidente grazie alla scarsa copertura anticiclonica sul Mediterraneo, anche dovuta ad una blanda ma tenace depressione centrata coi minimi appena al largo delle coste meridionali del Portogallo. Il risultato dell'arrivo dell'aria fredda sullo scenario mediterraneo fu la genesi di una nuova depressione centrata sul basso Tirreno, che diede vita ad una nuova fase di acuto maltempo al centro Sud, ma anche la nascita di un minimo secondario relativo sul Golfo di Genova. Fu proprio quest'ultimo a portare la neve al Nord, in quanto innescò un moderato richiamo di aria umida che, date le basse temperature (il 25 si ebbe un'isoterma - 8° C a h50 hPa su gran parte del Nord Italia) permise il formarsi di un manto di 4 cm di neve il 26/11 (si trattò di una nevicata da scorrimento). La mattina del 28/11 si toccò (anche grazie alla serenità del cielo e allo "effetto ghiacciaia" dovuto alla neve al suolo) la minima di -6.7 °C, poi la situazione iniziò a migliorare, in quanto l'anticiclone sul Regno unito compì una nuova rapida rotazione del suo asse in senso inverso alla precedente, dunque ripropose ancora una volta una spinta meridiana verso Nord, muovendo però i suoi massimi verso l'Atlantico centro-settentrionale. Ciò favorì l'avvento verso Sud di una nuova vasta depressione fredda, ma con origine polare e non più artica della massa d'aria coinvolta e dunque con termiche un po' meno rigide. L'ingresso del fronte polare sull'area Mediterranea portò nuove precipitazioni, nevose a quote veramente basse su tutto il Nord, ma non sufficienti per dar vita a nuove nevicate al piano, poiché il cuscino freddo preesistente si logorò nella sufficientemente incisiva fase pre-frontale (nel reggiano vi fu per lungo periodo pioggia mista a neve tra il 30/11 ed il primo dicembre). Castelnovo di Sotto (RE) - 26/12/2005
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