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Il Gelo tradivo dell'Aprile 2003(a cura di Andrea Zamboni) |
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Torna l'inverno in Italia. Freddo e neve da nord a sud ROMA - Temperature polari, vento gelido di tramontana, la neve che imbianca a sorpresa il Vesuvio e cade abbondante nel Potentino e sulla Salerno Reggio-Calabria, complicando la circolazione sull'autostrada. Piste da sci chiuse in Valtellina per il forte vento, sulla Marmolada il termometro precipita a -26. L'Italia si è svegliata stamane in una primavera che fa battere i denti da nord a sud, con la colonnina di mercurio che segna dai 5 ai 10 gradi al di sotto della media stagionale, scendendo in molti casi anche sotto lo zero. Ma vediamo nei particolari questo ritorno d'inverno ad aprile che i metereologi non esitano a dire "eccezionale". EMILIA ROMAGNA. E' tornato il freddo sull'Emilia Romagna, con temperature molto base anche in pianura. Nella notte a Bologna il termometro è sceso a -1, mentre sulle zone della costa romagnola non ha superato i 2 gradi. Sull'Appenino bolognese, tra Vergato e Porretta, stanotte è nevicato. In mattinata il cielo su tutta la regione presenta ampie schiarite in assenza di precipitazioni, ma la temperatura resta rigida. Pezzo tratto da "La Repubblica" del 7/04/2003 Le caratteristiche dell'evento. Si tratta del secondo assalto dell'Artico al cuore del Mediterrano, prodotto in prima istanza dall'irruzione di aria artica marittima attraverso la valle del Rodano, seguita dall'irruzione di Buran (cioè aria artica continentale) il 6/04 Un analogo episodio lo si ebbe alla fine di Gennaio 2003, ma in quell'occasione la depressione originatasi sul Mediterrano si posizionò un po' più a Sud del previsto ed inoltre il minimo barico si approfondì meno del previsto. Ciò non risparmiò le regioni centro meridionali (ci fu anche una breve nevicata sui colli di Roma) ma il Nord evitò pesanti nevicate e rimase sostanzialmente all'asciutto e l'aria gelida delle pianure russe si fermò alle porte dell'Italia. Difatti l'analoga situazione di cui stiamo parlando, ha prodotto (oltre al maltempo al Centro-Sud Italia) prima pesanti piogge al Nord (si veda il report delle precipitazioni dal giorno 2/04 al giorno 4/04), poi un'irruzione fredda tra le più intense e durature che si siano mai registrate nel periodo. Nel recente passato un episodio simile (ma con freddo meno intenso e generalizzato) lo si ebbe il 19 Aprile 1991, ove l'isoterma -5°C a 850 hPa transitò sul parte del Nord Italia. Le mappe NOGAPS dell'episodio che stiamo trattando e le misure di temperatura e pressione da 6/04 al 10/04 parlano chiaro sulla differente entità e durata dell'irruzione fredda. Nei grafici proposti si noti il repentino salto pressorio tra le 13.30 del 6/04 e le 1.30 del 7/04, che ben identifica l'ingresso di aria continentale molto fredda e, dunque, molto pesante (da cui l'incremento brusco di pressione). Il rovescio di neve del 7/04 verso le ore 13.30, di cui proponiamo alcune suggestive immagini, è il frutto più evidente della descritta irruzione, mentre il gelo tardivo ne è il più deleterio (soprattutto per l'agricoltura). Le figure bariche in gioco. Sino ad ora abbiamo parlato delle caratteristiche e degli effetti delle irruzioni fredde, ora è importante inquadrare il contesto climatico che ha innescato l'evento in questione. Per far ciò ci aiuteremo con la sequenza Meteosat e con le mappe NOGAPS di quei giorni. L'inverno 2003 è stato caratterizzato da una marcata divisione tra il mite dominio Atlantico dell'Europa Occidentale e quello duro e gelido dell'anticiclone termico Russo-Siberiano sulla parte Nord-Orientale. Il riaffacciarsi sulla scena europea di quell'anticiclone (dopo anni di sostanziale latitanza) e la sua persistenza sulle medesime aree geografiche, ha prodotto un forte raffreddamento del suolo, il quale ha attivamente partecipato alla caratterizzazione delle masse d'aria ad esso sovrastanti. In questo scenario ben si comprende la ragione per cui, pur essendo avanti con la stagione, una massa d'aria molto fredda fosse ad inizio Aprile in agguato sulla penisola scandinava, pronta ad entrare in azione alla prima occasione utile. L'occasione è poi stata piuttosto favorevole, poiché innescata da una profonda ondulazione del flusso occidentale, che ha portato l'anticiclone delle Azzorre ad avere una marcata proiezione verso Nord sui meridiani portoghesi. La reazione dell'Artico è stata di trasferire verso l'Europa meridionale una robusta colata d'aria artica marittima (meno fredda di quella continentale ma molto più instabile), pilotata da una depressione con annesso l'attivo fronte che ben si staglia nell'immagine Meteosat del 01/04/2003 delle ore 21.30 (si noti come nell'immagine del 02/04/2003 delle ore 12.00 sia ben evidente lo strappo nel mantello di nubi sull'alto Piemonte e Val d'Aosta dovuto all'effetto favonico dettato dall'orografia alpina, cioè l'effetto Fohen). Una volta entrata nel Mediterrano, l'aria artica ha prodotto una profonda depressione che ha dato vita ad intense precipitazioni e un primo drastico calo delle temperature, portando così lo zero termico vicino ai 500 m al Nord. Per ciò che riguarda in specifico l'Emilia Romagna, i livelli pluviometrici raggiunti (ben 68,3 mm in due giorni) sono stati anche dovuti all'effetto Stau appenninico dettato dall'intensa Bora scura (si veda l'immagine Meteosat dello 03/04/2003 delle ore 8.00). La depressione ora citata è prima evoluta verso Sud, poi ha rapidamente mosso verso Nord-Est, favorendo così la discesa e influendo sulla rotta di una nuova depressione Artica, la quale ha portato sull'Italia il Buran, ovvero la seconda e più cruda irruzione di gelida aria artica continentale. Il gelo è calato sull'Italia a partire dal 6/04 e dall'immagine meteosat delle ore 17.00 ben si evidenzia la struttura a ciottoli delle nubi (cirrocumuli) che caratteristicamente sono associati alle masse d'aria fredda. Inoltre le misure barometriche e termiche del 6/04 rimarcano la forza dell'irruzione; incremento pressorio e calo termico marcati e rapidi. Il culmine del freddo lo si è toccato (come si può vedere in tabella 1) l'8 con la temperatura di -3.6 °C. Inoltre il 7/04 si è avuto un rovescio nevoso dettato da un impulso artico (si veda l'immagine Meteosat delle 12.30), del quale proponiamo alcune suggestive immagini. Il transito dell'impulso è ben definito dal calo termico visibile nel grafico del 7/04. L'episodio si è successivamente chiuso con un rapido recupero delle temperature, dovuto all'approssimarsi di una moderata depressione Atlantica. |
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