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Le tre onde di calore dell'estate 2005(a cura di Andrea Zamboni) |
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Un'estate sull'altalena L'estate 2005 non sarà di certo ricordata per i suoi estremi eccessi di calore poiché, anche se questi vi furono (e questo report serve proprio a ricordarli), si trattò di episodi di limitata durata temporale. Dunque una serie di onde calde transienti sull'area del Mediterraneo centro-occidentale, incentivate da un frequente scambio meridiano di masse d'aria. Tutte le tre occasioni trattate, come si può evincere dalle mappe proposte a fianco, furono pilotate dal netto rinforzo verso Nord dell'anticiclone subtropicale continentale (anticiclone africano), stimolato in questa sua proiezione dalla spinta di vigorose saccature verso la zona atlantica prospiciente le coste portoghesi. Fortunatamente l'evoluzione delle onde stazionarie nate dall'evolvere delle strutture bariche succitate, fu in tutti casi rapido e con componente di moto verso Nord, Nord-Est. Ciò permise una sufficientemente rapida decadenza del cuneo anticiclonico subtropicale, con conseguente rimozione delle masse d'aria alla base delle onde di calore. Una sorta di toccata e fuga, che tuttavia bastò per far passare giorni con afa pesante e sudate notti a gran parte degli italiani (l'aria torrida in origine si caricò di umidità scorrendo sul mite Mediterraneo). Il forte richiamo meridionale porto, verso il 20/07/2005, anche una nube di Sabbia sul centro-sud, la quale fu ben visibile dai satelliti polari. Inutile dire che alla fine di Luglio venne invocato lo spettro della terribile estate 2003 e le ilazioni sul prosequio dell'estate si sprecarono. La strumentalizzazione del recente passato meteorologico venne però ben presto cancellata dall'avvento di un Agosto all'insegna delle correnti più fresche, figlie dello spostamento verso occidente dell'asse meridiano di scambio termico. Così mentre la Spagna e Portogallo vissero un Agosto rovente (ma anche i mesi precedenti le avvezioni torride colpirono la regione), dovuto alla frequente spinta dell'alta pressione subtropicale continentale, l'Europa Orientale e l'Italia furono il bersaglio di aria fresca proveniente da alte latitudini. Se da un lato questo diede una lezione a chi trattò i temi meteorologici a sproposito, dall'altro (nell'assoluto silenzio) mise in rilievo come sempre più il modello della circolazione atmosferica a grande scala si stesse radicalizzando, ossia come la costante, indipendentemente dalla fase stagionale (ricordiamo i frequenti episodi degli anni passati), fosse quella citata all'inizio. Stagioni in balia dell'altalena di onde calde e fredde, da cui ne discese la loro caratterizzazione e, in modo derivato, la nostra memoria degli accadimenti. Castelnovo di Sotto (RE) - 30/09/2005 |
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