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L'onda di calore del Giugno 2002(a cura di Andrea Zamboni) |
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Il giugno 2002 sarà un mese ricordato a lungo dagli italiani, a causa dell'intensa ondata di caldo che ne ha dominato la parte centrale. La posizione assunta dall'anticiclone di matrice subtropicale (vedi immagine n. 2), combinata al forte irraggiamento solare del periodo, ha permesso la grande impennata delle temperature e del tasso di umidità. La combinazione umidità-temperatura è temibile per "l'effetto sauna" che ne deriva, ben descritto dall'indice di calore (che lega per l'appunto i due parametri prima citati). L'indice di calore, in sintesi, descrive della sensazione di calore percepita dal nostro corpo e non la tempertura effettiva dell'aria. Uno dei primi scienziati che studiarono il problema della distinzione tra caldo afoso e caldo torrido fu Scharlau. Dalle sue ricerche derivò l'omonima curva. In regimi di alta temperatura il caldo è tanto più torrido quanto è più bassa l'umidità mentre, vice versa, diventa afoso (e crea disagio fisico). Il caldo afoso è la caratteristica estiva della pianura padana che, solo di rado, conosce giornate di caldo torrido. Per l'appunto dal 15 Giugno 2002 al 24 Giugno 2002 abbiamo vissuto una tremenda fase di caldo afoso e l'indice di calore è di norma schizzato a valori tra 36 e 38°C, mentre la temperatura effettiva dell'aria sia è attestata tra 34 e 36°C (vedi la tabella sottostante per il dettaglio giornaliero). Per il Nord Italia si è trattato di uno degli episodi più intensi, per durata e valori termici raggiunti, avvenuti negli ultimi decenni, anche se "l'annus terribilis" rimane il 1983 con le sue due settimane di Luglio (vedi anche l'immagine n.1), quando la temperatura di Bologna tocco i 40°C , Rimini 37 °C, Torino 36°C ed in Sardegna vi furono massime prossime ai 50 °C e minime non inferiori ai 30°C. L'onda di calore del giugno 2002 è terminata con una irruzione fredda che ha dato vita a forti temporali in tutto il Nord Italia e anche a Castelnovo l'instabilità ha portato ,verso le ore 20 del 25 Giugno 2002, un intenso temporale (vedi immagine 3) che, grandine a parte, ha originato un ben visibile funnel cloud (tornado che non tocca terra - vedi foto sottostante scattata da Montecchio di Reggio Emilia). |
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![]() Ingrandimento immagine n.1 (circa 70 Kbyte) |
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![]() Ingrandimento immagine n.2 (circa 70 Kbyte) |
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![]() Ingrandimento immagine n.3 (circa 150 Kbyte) |
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Dati giornalieri dell'onda di calore (stazione A.R.A. di Castelnovo di Sotto) |
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