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La piccola tormenta del 13/12/2001

(a cura di Andrea Zamboni)
Da Repubblica.it del 14/12/2001

Freddo record e bufere in tilt strade e aeroporti

ROMA - Il gelo che arriva dall'Est, dai Balcani e prima ancora dalla Siberia, si è quindi abbattuto sull'Italia. La neve ha cinto d'assedio tutto il Nord, come avevano anticipato le previsioni del tempo. Ma l'allerta della Protezione civile non è bastato per impedire che intere regioni andassero in tilt: così Milano è rimasta paralizzata da una tormenta di neve che sarà ricordata a lungo, numerosi paesi del Varesotto sono rimasti praticamente isolati, con l'aggravante di frequenti black out. E poi, strade interrotte un po' dovunque, dal Veneto alle Marche, all'autostrada del Sole nel tratto appenninico. Piste chiuse negli aeroporti di Linate, Venezia e Bologna: a Fiumicino nella serata di ieri sono stati cancellati tutti i voli per il Nord. Treni fermi in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. E tanta neve come non si vedeva da anni. Dappertutto: in Piemonte come in Toscana. A Milano bloccate la stazione Centrale e Garibaldi e a lungo il traffico ferroviario è rimasto quasi paralizzato per il congelamento degli scambi e la mancanza di corrente. 

Un malcostume ricorrente

Era attesa, annunciata da giorni, conosciuta nella forza. Ma nonstante ciò, come al solito, si è rimasti fermi, dando  notizie scarse, errate o contraddittorie sui maggiori canali d'informazione. Come al solito si è assistito al rimpallo delle responsabilità ad evento finito, quando il Nord Italia si è trovato in parte al buio e con molti servizi essenziali (ad esempio i trasporti) paralizzati. Invece di considerare la Meteorologia come una disciplina di primaria importanza per la difesa del territorio, la si deride e la si relega in un angolo. E' proprio questo il modo per trasformare il clima da prezioso alleato a temibile nemico.

Il racconto dell'episodio

Due ore e mezzo, tanto durò la nevicata che, accompagnata da vento gelido, lasciò 5 tenacissimi Cm di neve al suolo. A Castelnovo tutto iniziò verso le 17.00 quando, dopo una buona giornata di sole non particolarmente fredda, rapidamente si alzò il vento accompagnato da neve tonda. Questa precipitazione durò poco, per poi lasciare posto ad una fine nevicata. Il vento, sempre più impetuoso, fece turbinare gli aghi di ghiaccio sinché, verso le 17.30 la nevicata si fece pesante e, tra i lampi, si protrasse sin verso le 19.00 per poi cessare. Il grande freddo che accompagnò l'evento rese la neve  particolarmente tenace. A Castelnovo vi furono brevi interruzioni dell'energia elettrica. Più in generale, poiché l'evento avvenne nel periodo di chiusura degli uffici, vi fu la paralisi completa della circolazione. Per coprire la distanza tra Reggio Emilia e Castelnovo (circa 20 Km), ci fu chi rimase in auto dalle 18.00 all'1 del 14/12/2001.

Alle 18.00 io mi trovai fortunatamente poco distante da casa, ma la neve portata dal vento rese difficoltoso persino riconoscere le strade su cui da sempre passavo. Faticosamente arrivai nel mio cortile e fermai la macchina. Quando scesi per rientrare in casa il freddo mi attanagliò immediatamente. Un freddo intenso, penetrante, coadiuvato dalla neve trasformata in piccoli proiettili di ghiaccio dall'impietoso Buran, il barbaro vento siberiano. Una volta in casa non feci in tempo a scrollarmi la neve di dosso, che se ne andò la luce. Rimasi al buio (anche se non per molto) e l'acuto sibilo del vento non fece altro che rendere più inquietante una sitazione già di suo particolare. Un episodio di invernale di tale furia non lo vidi neppure nel durissimo inverno del 1985. Verso le 19.00 cessò di cadere la neve, ma il vento, anche se con minor vigore, continuò per tutta la notte.

Breve descrizione delle mappe presentate

L'episodio in oggetto fu generato un vortice, di gelida aria artica, strutturato a tutte le quote e con valori di geopotenziale piuttosto bassi. Nell'immagine 1 si può ben individuare la depressione ancora nel cuore della Russia. Le immagini 2, 3 e 4 (mappe a 850 hPa elaborate dal Nogaps) mostrano il cammino che l'aria fredda seguì per giungere in Italia. Si può notare come comunque il nocciolo più freddo della massa d'aria passò a Nord delle Alpi. Inoltre è bene sottolineare che il motivo di questa irruzione artica è da ricercarsi nella posizione anomala dell'anticiclone delle Azzorre e non, come in altre occasioni, dalla presenza dell'anticiclone termico Russo-Siberiano. Quest'ultimo è infatti, da alcuni anni a questa parte, uno dei principali assenti della fase invernale. Infine notiamo, in tabella 1, il salto pressorio tra il 13 e il 14 Dicembre (l'aria fredda pesa) e l'intensità massima raggiunta dal vento nei medesimi giorni. E' anche interessante sottolineare come l'umidità media, oltre l'85% nei giorni precedenti all'evento, sia precipitata al 62% il 14 e non più del 75% il giorno 15. Si è calcolato che il windchill (cioè la temperatura che il nostro corpo apparentemente avverte in presenza di vento) sia precipata vicino ai -15 °C.


Filmato Meteosat 12-14 Dicembre
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dic132001.mov

Oppure



Castelnovo di Sotto (RE) - 30/01/2002

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Stazione ARPA di Rolo (RE)
(Dicembre 2001)
 Giorno T.Min
°C
T.Max
°C
Press.
hPa
Vento max
m/s
11 -3.5 6 1024 6.5
12 -3.1 4.5 1017 6.5
13 -4.6 2.4 1013 20.6
14 -3.9 1.6 1025 18.4
15 -5.6 2.4 1023 6.7
16 -8.2 4.7 1021 5.7
(Tabella n. 1)

  
 
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